Come si gioca a La Spia
- Tutti ricevono la parola segreta, tranne la spia.
- La spia vede la categoria e prova a ricostruire la risposta.
- I giocatori si fanno domande dirette a catena.
- Chiunque può accusare; la spia può rivelarsi e tentare la parola.
Il gruppo condivide una parola segreta, mentre la spia conosce soltanto la categoria. Le domande devono dimostrare di sapere senza rivelare troppo a chi sta ascoltando.
La Spia si gioca da 3 a 12 persone. Le domande si fanno a voce; basta un telefono, che dopo i ruoli resta al centro del tavolo come orologio e pannello dei comandi, oppure uno a testa in una stanza. Prima di avviare scegliete:
Il telefono passa di mano: ognuno tiene premuto per vedere il proprio ruolo. Tutti i civili ricevono la stessa parola segreta; la spia vede soltanto la categoria, per esempio «Luoghi». Con Misto indica comunque il tipo di parola estratta.
Quando tutti hanno visto il ruolo l’app indica chi fa la prima domanda e parte il timer. Da lì si procede a catena: chi fa la domanda la rivolge a una sola persona, quella risponde e poi tocca a lei interrogare chi vuole. La partita può finire in tre modi:
Gioca un gruppo di cinque: Sara, Davide, Chiara, Tommaso e zia Rita. Pacchetto Luoghi, 5 minuti. La parola è Stazione; la spia è Davide, che legge soltanto «Luoghi».
La lezione per i civili: «bordo» e «annunci» erano dettagli veri, ma messi in fila hanno disegnato la risposta. Meglio alternare domande precise e domande laterali.
In una stanza l’host la crea, gli altri entrano con il codice o il QR e solo l’host sceglie durata e pacchetto (Luoghi, Mestieri o Città). Le domande restano a voce; il resto passa dai telefoni:
Le domande migliori sono quelle a cui un civile risponde in mezzo secondo e la spia deve inventare: «Cosa compri lì, di solito?», «Ci vai più d’estate o d’inverno?», «Chi ci lavora?». Evitate quelle che descrivono la parola («C’è un binario?»): aiutano la spia più di voi.
Da spia, rispondete con sicurezza e restate sul generico: «Dipende da con chi ci vado» funziona per mille luoghi. Ascoltate le risposte degli altri: sono i vostri indizi. E scegliete bene il momento per rivelarvi: troppo presto tirate a indovinare, troppo tardi rischiate un’accusa.
È un gioco di prontezza e faccia tosta: piace a ragazzi, adolescenti e adulti che amano parlare e farsi domande a bruciapelo. Il gruppo ideale va da 5 a 8 persone; in 3 o 4 la spia ha poco da nascondere, oltre i 10 la catena di domande diventa lunga e conviene scegliere 8 minuti.
Funziona bene a cena, in viaggio o come apertura di una serata giochi. Se preferite un ritmo più calmo, con indizi a turno e un solo voto finale, provate Impostore; per scegliere tra i due c’è la guida alle differenze.
Con un solo telefono no: vede solo la categoria. In stanza riceve una griglia di parole del pacchetto (fino a 20, tra cui quella giusta) solo dopo essersi rivelata, quindi non può usarla durante la discussione.
Allo scadere del timer parte il voto finale su chi è la spia. Con un telefono il gruppo sceglie insieme un nome; in stanza vota ciascuno dal proprio dispositivo e, in caso di pareggio, vince la spia.
Sì. Un’accusa respinta fa ripartire la discussione con il tempo rimasto. In stanza, però, la stessa persona non può accusare di nuovo lo stesso giocatore nella stessa partita, e per condannare servono la maggioranza dei votanti e almeno due voti colpevoli.
Sì. Mentre si decide un’accusa o la spia tenta la parola il tempo è fermo, e riprende da dove si era interrotto se la partita continua.
Sì, con il vocabolario personalizzato, sia con un telefono sia in stanza. La spia vedrà come categoria il nome della lista: sceglietene uno che orienti senza svelare troppo, come «Posti della nostra città».
In La Spia non ci sono turni fissi: ci si interroga a catena contro il tempo e si può accusare quando si vuole. In Impostore ognuno dice un indizio a turno e si vota una sola volta alla fine.